giovedì 27 febbraio 2014
"...Mi piace credere che ogni luogo possegga una grande quantità di energie che si manifestano sotto le forme più svariate, fisiche e metafisiche, positive e negative, leggere e violente. Attraverso l’architettura si può scegliere di lasciarle continuare ad esprimersi liberamente, di deviarle o di interromperle; il progetto stabilisce un nuovo equilibrio delle energie di un luogo. La connessione dell’uomo con queste energie è la sua percezione, positiva o negativa, dell’architettura, sia in modo cosciente che in modo inconsapevole. Se fare architettura è dare una nuova carica di energia a un luogo modificando quella che era la sua vita propria, allora l’emozione che un’architettura trasmette è data solo in parte dalla sua forma, e va oltre il fatto estetico e formale..."
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